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Ciao mondo!!

 

PRESENTAZIONE

 

Lasciate che mi presenti: ci si conosce così poco, in realtà…

Sono ingegnere, con profonde esperienze nei campi dell’energia, della ricerca ed innovazione, delle nuove tecnologie, dell’istruzione, della cultura, della solidarietà e… lo dico sommessamente, mi piace anche scrivere.

Sembra velleitario, ma è tutto “merito” del tempo che già mi ha condotto pure in pensione, sebbene le nuove regole protestino che dovrei aspettare ancora un po’.

 Gli obblighi, spesso fittizi, che riempiono il tran tran delle giornate di lavoro ordinarie non mi mancano affatto, però ho ancora tanta voglia di fare… in un ruolo diverso, naturalmente.

Intendo dire che, grazie alle esperienze dette, in quei campi potrei dare un contributo di più alto livello al progresso civile e materiale del mio paese, e l’idea mi seduce.

 Sul piano delle opinioni, sono convinto che la crisi in cui si dibatte l’Italia, forse di identità quanto economica, e comunque a forte compenetrazione dei due aspetti, abbia cause remote che occorre sanare alle radici, e che il principale rimedio sia il ritorno ad alcuni valori fondamentali.

Rettitudine, sobrietà, competenza, autorevolezza e rispetto vengono in mente per primi, ma, come gli altri a seguire, sono anch’essi fragili castelli di carte, senza coerenza fra verità, propositi ed azione, perciò è questa la madre di tutte le virtù.  

 Non si tratta di una banalità: se innalzare il livello socio-culturale della popolazione è un intento lodevole, fu pura demagogia additarne l’unico ostacolo nella selezione scolastica, e azzerarla senza alternative per simulare il risultato fu un grave scollamento della verità da propositi ed azione.

Dopo quarantacinque anni in questo modo, oggi siamo indietro in tutte le graduatorie internazionali, abbiamo perso competitività in ogni campo, e l’illusione è divenuta dramma nel divario incolmabile fra aspirazioni individuali e realtà sociale.

Analogamente, è un falso che le energie pulite possano sostituire integralmente le convenzionali, e tanto più che ciò possa avvenire senza sacrifici; al contrario, l’incremento di spesa è tanto più rilevante quanto più fievoli sono le sorgenti alternative, di conseguenza, impiegarle è doveroso, ma farlo oltre i limiti delle loro potenzialità, addebitandone il costo al consumo, è di nuovo incongruenza di fatti, intenti e mezzi, se sviluppo ed ambiente sono obiettivi primari entrambi.

Per questo, sui prodotti italiani grava un balzello energetico del trenta per cento in più, rispetto alla concorrenza straniera.

Quanto ai danni prodotti dall’inadempimento dei buoni propositi nel campo della ricerca ed innovazione, ne riporta un esempio chiarissimo l’articolo di Aeronautica e Difesa su un Drone del 1991, al collegamento web seguente:

http://www.karibuni.it/deben/CURRICULUM/Aeronautica%20e%20Difesa%2008%2009%2095.pdf

 Non insisto con gli esempi, ma essendo testimone diretto degli effetti sciagurati dei falsi ideali e delle contraddizioni fra dire e fare, sulle possibilità di realizzazione personali e collettive che sostanziano una società sana, sento lo stesso bisogno di verità e congruenza in tutti i percorsi della vita dai diritti alle istituzioni, siano esse scuola ed università per il diritto ad istruzione e cultura, ricerca, innovazione e tecnologia per il diritto al lavoro, o la solidarietà per il diritto di amare.

Se potessi affermare le mie opinioni al servizio della comunità, è con tale guida che lo farei.

 Credo, quindi, che buona parte della classe politica attuale dovrebbe stare in galera, però evito di starnazzare come un’anitra ad ogni sentore di scandalo, poiché per onestà intellettuale non posso evitare la domanda: “… ma dove dovrei stare, io, se ne facessi parte?”

La forza tentatrice del potere, infatti, è grande, e difficile una risposta con la stessa onestà.

Tuttavia, questa è una posizione di comodo, da estraneo ai giochi quale sono sempre stato, mentre la gravità della situazione esige che chi ha qualcosa da dire si schieri.

Allora ripenso alla mia vita, mi guardo allo specchio, ne apro l’anta per controllare il contenuto dell’armadio, e finalmente rispondo: “Sì, fuori! Con tutte le mie forze fuori, anche se qualcuno mi pagasse il mutuo… a mia insaputa.”

 Ed eccomi qua.

Mi sono sempre riconosciuto in un progressismo liberale fautore di crescita nel rispetto della dignità, che oggi si colloca fra il centro-destra moderato e l’area “renziana”,  perciò non ho preclusioni rigide verso uno schieramento o l’altro, e se aderissi ad uno, sarebbe la fedeltà ad orientare le scelte in caso di dubbi minori.

Negli scontri di verità fondamentali prospettati all’inizio, come sui temi legati a famiglia, distribuzione delle risorse, diritti degl’indifesi, o al lavoro, rivendico invece libertà d’opinione, perché non serve a nulla cambiare bandiera ad ogni adunata, e in cambio di un impegno onesto nell’area di competenza, questa è una condizione accettabile, se alleata di ogni verità di parte è la sincerità.

 Bologna, 3 febbraio 2014

 Fernando  De Benedictis